sabato 10 aprile 2021

Stjamo a Cofete

Cofete. Che tempo caro mi fui. Il tempo andrebbe vissuto e non volato.


In un posto dove il tempo è fermo, tu cammini sinuosa. Regina di un passato qui et ora. Canticchi distante una melodia. In una lingua dolce che pare già una poesia.


È poca la luce dentro il bar. Le piastrelle a terra ricordano quelle della nonna. Di fronte una vecchia macchina da cucire con accanto una radio di quella coi bottoni.

C’è una strana sensazione di vita vera qui dentro.

Pensare che all’inizio ho temuto che quel posto potesse essere poco e stretto per cotanta bellezza di fanciulla.

E invece quando mi parli del vento di luglio. Ed è novembre. Mi pare che quella parentesi per te sia di vita e non di sfuggita come la mia.

Tu vedrai il cielo tramontare stasera e dormirai con le luci della notte. Per tornare a splendere all’alba. Senza troppo superfluo.

Io no. Io vivo di lampadine e sveglie rumorose.


In un posto dove il tempo è fermo, tu cammini sinuosa. Regina di un passato qui et ora. Canticchi distante una melodia. In una lingua dolce che pare già una poesia.


Mi prendo del tempo, mentre bevo il tuo caffè. Non me ne voglio andare. Non ancora. Non sono pronta. A lasciarti qua. E Guardo la tv che racconta una ricetta. Ma in realtà mi trattengo da questa sensazione di vita che mi ha preso alla sprovvista e che mi sta a cuore. ora.

Esco ma ti porto con me e ti scrivo e ti canto. Decanto. Incanto. Incantata.


Là fuori c’e poco vento. Le montagne nere. Il cielo blu. Onde e sabbia a perdita d’occhio fanno blu azzurro e bianco sull’oro e verde. Quanto sole. Quanto tempo.


Andiamo.


Sulla strada del ritorno non ci sono protezioni. E fa paura quel burrone sempre lí che ci guarda. E che fa così ricordare quanto è cara e scivolosa questa vita.

E ora respiro piano per non scordarmi quell’immagine di tempo che per oggi mi hai preso il cuore e mi hai ricordato che sono siamo solo un susseguirsi di battiti. Battito.

Vola.






BlocchJamo il tempo


Blocchi di vita scorrono all’indietro, voltandomi li scorgo.

In lontananza. Appannati. Talvolta soffusi. Ero io. Non credo. 
Certo. Ero Quella io. Quella che ero in quello spazio tempo. 
Così giovane. Così bella. Così viva. Morta. Stanca. Raggiante. Felice. Triste. Così.

Annoiata. Turbata. Presa. Persa. Pensa.

Quanta vita in quei vagoni, là dietro. Così lontani. Così.
Guardarli fa pensare con distacco, a quei blocchi, come a cubi di una me, ogni volta diversa. Una fiaba ogni volta in cui ero immersa. Emersa. Sommersa.

Se solo potessi all’indietro perCorrere il corridoio del tempo, attraverso finestrini già visti. Respirare un po’ di quei cubi, vissuti, di cui mi si è impregnata l’anima e che tanto l’ha resa ciò, che di oggi profuma. Puzza.

Oggi non ci sono vagoni di fronte?. In fronte. Schianto. Non scorgo orizzonti di cubi. Guardo fissa e immobile lo spazio tempo. Presente. Assente. E la sensazione di essere in una scatola manca l’orizzonte. L’aria ferma. I sogni. Le speranze. Sono le ali dei cubi. Per rotolare, fuori. Volare, dentro.


Blocchi di vita scorrono all’indietro, svoltando ti scorgo. Li sgorgo. Mi sgorgo. Scorro. Scorto. Corro.

Ferma.




venerdì 15 febbraio 2019

Stjamo fra sogni e realtà

Ritaglio tempo e incollo pensieri.

Immagini che vivono nella mente e ogni giorno riprendono le fila e tessono le storie.

Quando ero piccola mi capitava spesso.
Il tempo era libero, alleato.
Il futuro grandioso. Il sostantivo del poi, lo tenevo in palmo di mano. Lo immaginavo, rincorrevo. Possedevo. Che bella sensazione. La ricordo come fosse ora.
Il poi, quello possibile e incantato.
Immaginavo e intanto crescevo. Cresco. Cresciuta.

Oggi ritaglio tempo e lo respiro con cura.
Lo guardo distratta, il poi, sul palmo della mia mano.

Voglio solo pensare. Ora. Qui. Con matite accese, per giorni cupi. Lampade calde, per animi spenti. Voglio rincorrere emozioni immaginarie. Nel silenzio buio della stanza.
Evadere da prigioni che spingono sul petto.
Voglio pensare e poi svegliarmi. D’incanto. Ah l’incanto. Che incanto. Disincanto.

Ritaglio cielo fra sogno e realtà.
Sorrido perché come ieri mi ritrovo con il palmo aperto. Gli occhi chiusi. I sogni in testa. A pensare che in fondo, la verità, sta in quella sensazione che talvolta mi assale e in cui sento che la vita è solo una di tante e che tante saranno ancora.
E allora il cuore si fa leggero e dona agli eventi il giusto peso.
Piuma.

Ritaglio tempo a forma di fiore. Lo dipingo. Lo pianto nel mio cuore.
Germoglio.

La verità è che per quanto le stelle siano difficili da raggiungere, non lo sono poi così tanto quando si tratta di desideri.




martedì 12 febbraio 2019

PiovJamo dentro

Ci sono giorni che sembrano incubi ad occhi aperti. Solo che al mattino quando ti svegli è tutto vero.
È il primo pensiero che come una pietra ti colpisce in testa. Come se l’apertura delle palpebre fosse sincronizzata con la consapevolezza del burrone su cui sei seduta.
E ti senti così. Con le gambe a penzoloni. Montagne rocciose alle spalle. Cielo sulla testa. E l’immenso vuoto di fronte-sotto-giù giù a te. che fa paura e fa sudare il cuore.
Ci sono giorni che sembrano incubi a cielo aperto. E se piove sei contento perché così come dentro lacrimano anche fuori lacrime dal cielo. E se nevica è ancora meglio. Ovatta i pensieri urlanti, che fanno eco e si perdono nel bianco.
Io non lo so perché i luoghi di perdizione mangino le anime fragili e spezzino gli animi dei loro cerchi.
So solo che accade. È sempre accaduto e. Ora Sogno e immagino nuovi colori capaci di far brillare anche i margini. Capaci di marginare anche i più che s-bordano. Di colo-rare pietre dure e polverizzarle in polvere di stelle.
Boom.

mercoledì 25 marzo 2015

Primavera

Oggi vorrei stare fuori.
Vorrei vedermi passeggiare; ascoltarmi parlare; stare a guardare gli altri; lasciare scorrere il tempo, come il fiume fa nel suo letto. Oggi vorrei addormentarmi di stanchezza; gioire di ilarità; intristirmi di pensieri fumosi. Cosi, naturalmente, quando mi va, quando me la sento.
Invisibile fuori. Piena di me dentro.
SempliceMente spettatrice. Coinvolta a metà. LiberaMente in trama. 
E poi vorrei che si accendessero le luci; piovessero rumorosi gli applausi; calasse il sipario. DolceMente.
Oggi vorrei stare cosi. Con me. A teatro.


venerdì 13 dicembre 2013

MuteVola Mente

L'amore è una di quelle cose che fino a che non inizia a parlare, si aggiudica la posizione nel girone dei sospesi. Si percepisce, si mostra, si dimostra, si vive ma finchè non si dice, sta. Come l'autunno sull'albero le foglie, diceva qualcuno. Quindi più che stare, forse muta. Perde foglie al minimo soffio di vento. Perchè non si capisce. Perchè è come guardare un film senza audio. Come ballare, sentendo una musica che non emette suoni. Come guardare un dipinto meraviglioso senza conoscerne la natura. Vorresti chiedere chi fu l'artefice di cotanta bellezza. Perchè mai decise di usare il blu e non il viola. Vorresti urlare silenziosamente mille domande ma perchè? Mah.
Forse Paura. Insicurezza. Conferme. Tranquillità. Piacere. Bisogno. (?)
Perchè a volte il suono delle parole dona forma alle emozioni. Perchè a volte il solo emettere un suono fa si che l'armonia con il respiro renda tutto più reale, vero. Forse è questa la parola chiave: la verità.
Ciò che si percepisce è interpretabile. Ciò che si vede, pure. 
Ma le persone vere che dicono la verità, quando emettono suoni, lo fanno direttamente da sotto. Dalla pancia, per andare su su verso lo stomaco, con obiettivo gola, bocca e passando attraverso il cuore.
Allora mi chiedo perchè a volte le emozioni siano mute. 
Shhh. Ti voglio ma shhhh. Ti penso ma shhhh. Sei la sorpresa più inaspettata ma shhhh. Sei la persona che silenziosamente mi crea più rumore dentro. Ma shhhh. 
Forse sei talmente silenzioso nelle tue emozioni che mi stai facendo venire voglia di dare una voce alle mie. E alle tue. Vedi è quello.
Ma shhhhhh. 
Il silenzio è una gabbia dorata. E lí dentro ora torno. Ma solo finchè non guarisco e torno a dare una voce alla spontaneità.


mercoledì 21 agosto 2013

Silenziosamente

Guardjamo oltre

Ascolto: Sound of Silence

Mi piace leggere Baricco. Mi casca dentro.

Leggo: “Scrivere è una forma sofisticata di silenzio.”

Che vorrà mai dire? La mente vaga...

In effetti la scrittura non ha voce, anche se le parole ti entrano dentro e volteggiano e la testa funge da cassa di risonanza. Che voce senti ora, mentre leggi? La mia o la tua? Sarebbe curioso immaginarti indossare la mia...

“Scrivere è una forma sofistificata di silenzio.” E il silenzio allora cos’è? Una forma sofisticata di non scrittura della mente?!

A volte capita anche a me. Che le parole mi si fermino dentro la bocca.

Le mastico, cerco di sputarle ma restano lì. Incastrate. Incantate. Quasi a volersi nascondere. Quasi non avessero il coraggio di volare nella direzione del suono, spinte dal vento. Quasi come se restando dentro conservassero il loro essere preziose. Quasi come se l’incantesimo si rompesse con la semplice emissione del suono.

“Ti guardo. Mi guardi. Quasi come due cose che si toccano. Di uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente.”

È in quei momenti di sguardi silenti che ti lascio entrare. Occhi negli occhi. Senza barriere. Senza alcuna espressione. Con gli occhi nudi. 
Come la superficie di uno specchio d’acqua, profonda. Come un cielo stellato, oltre Le nuvole. Come un calzone farcito, dentro:)

E i nostri occhi restano immobili. E tu non chiedi permesso. E io non ti invito ad entrarvi. Le finestre sono semplicemente spalancate. E creano ponti immaginari che attraversano i tuoi occhi. Che attraversano i miei. In un hula hoop di emozioni immobili. Azzurre. Rosse. VerdE.

A volte capita anche a me. Che le parole mi si fermino dentro la bocca. 

Ma oggi no. Oggi hanno un colore. Una forma. Un suono.

 

  


 


giovedì 7 febbraio 2013

Silenzi rumorosi


Voltati principesso, voltati, voltati, voltati...
Ehi sono qui. Mi senti?
Ti parlo con la mente. Puoi sentirmi?
Sei sordo? Hai I sensi impegnati? Il Cuore inCatenato?  
Hey, riesci a sentirmi? Ti sto pensando. I miei occhi sono chiusi. Le mie palpebre quasi arricciate tanto le stringo. ForteMente ti penso. Che desiderio. Vedo Arancione. Giallo. Rosso. Rosa. Bianco.
Energia. Ti sto lanciando un penSiero stupendo. Hey, prendilo. (Occhio che se lo lasci cadere mi fa malee. Ahiii. Ecco.)
Dicono che quando desideri forte forte qualcosa, la puoi attrarre verso di te. Un pò come Sampei con la sua canna da pesca.  Un pò come I magneti quando incontrano il mio frigorifero. Un pò come quando inizia a piovere, nelle caldissime giornate estive. E dalla quiete del Cielo azzurro, soffocante, s'alza il vento. E si smorzano I colori. E cala un silenzio rumoroso. Fatto di tuoni che borbottano qua e là.
E poi. La tanto sospirata pioggia. Cosi. All'improvviso, Cade.
E con lo sguardo vorresti raccogliere tutta l'acqua del Cielo. La guardi con il naso all'insù. La senti cadere sulla fronte. Gli occhi non riescono a rimanere aperti. E stai così, qualche secondo. Senza pensieri. Con la faccia rigata. SempliceMente attratta. Da quelle liane che si lanciano a capo-fitto. A cielo-terra.
La vita è così, eh. Puoi startene con l’ombrello aperto. O chiuso, in mano. Puoi aumentare il passo e cercare il primo riparo. Puoi fregartene e metterti a ballare.
E poi ti puoi anche fermare. Così.
Hey, principessO, sto guardando te. Mi vedi?

Voltati principessa, voltati, voltati, voltati...(La Vita è bella)


     Il Vento (Van Gogh)

"Di una storia è vero solo quello che l'ascoltatore crede." (Herman Hesse)
  







venerdì 25 gennaio 2013

Fantastichjamo


Vedo le persone con le facce sFuocate! Lo Facevo sempre quando ero piciulina. Guardavo talmente intensamente il sole da riuscire a vederne solo il contorno e poi solo tanti pois gialli ovunque, non appena distoglievo lo sguardo.  <<Cinzia ti fa male agli occhi>>. Così lo guardavo di nascosto, lontana dagli occhi di mia madre – e con la sua voce in testa.
A trent’anni di distanza sono sul treno e intorno a me vedo ancora tutte facce di sole:))) Mi piace troppo tanto (anche se troppotanto non si dice ma rende l’idea). Certe cose è proprio vero che non cambiano! Ahahah. Rido da sola. E la voce di mia madre mi torna in testa comequandoerobambina. Ieri come oggi fantastico su quel contorno di fuoco. E dentro il vuoto. Una finestra tonda piena dello stesso intorno di cielO. In cui lanciarsi. Per finire in un altro tempo. Un mondo dentro il mondo. Fantastico. Meraviglioso. Certo, un pò lontano da raggiungere, fisicamente...Ma la fantasia è un potentissimo mezzo di trasporto.
Dammi la mano. Ti porto con me...
Con un balzo spicco il volo. È sufficiente che apra le braccia e le mantenga aperte. Cavolo come sono in alto. L'aria mi sposta.
Ora sono stabile. C’è silenzio quassù. E tutto là sotto va rimpicciolendosi. Mi sento libera.
Incontro delle nuvole che sembrano nebbia fitta. Sono Trasparenti. Profumano di acqua, fragole e zucchero filato. Sì ma quello che non appiccica:). Mi riposo un attimo. Supina. A guardare il Cielo IN Cielo.

Che pace. Solo il rumore del vento e del mio respiro. È corto. Sono emozionata.
il sole è Ormai vicino. Lo vedo. È sempre piu grande. (Ammazza. Da bambina pensavo di entrarci a malapena). Ahh (sospiro). Come cambia la prospettiva delle cose...
Riprendo il volo. Il giallo mi abbaglia. È bianchissimo. Fino ad accecarmi.
Ora non vedo piu nulla. Sento solo caldo.
Sono leggera. Fluttuo. Chiudo le braccia. Mi capovolgo su mè stessa. Galleggio a pancia in sù e mi lascio trasportare are are.
Scorgo il cerchio di sole. Ecco. Sono pronta. Curiosa. Chiudo gli occhi. Mi lascio cadereeeeeee -->Il treno frena bruscaMentE. Apro gli occhi. Scesa. Caduta. Precipitata.

Tornata.
Sospiro. Sorrido :) 

Wish I could Fly_Roxette

Vancouver Sunset

martedì 15 gennaio 2013

Cerchjamo i pensieri

Milano, ore 19.51 del 14 gennaio 2013
Le Onde_Ludovico Einaudi 

"...Pensi più di quanto tu non sappia dire. Se è cosi, saprai che non hai mai vissuto appieno ciò che hai pensato, e ciò non è bene. Soltanto il pensiero vissuto ha valore." Chiudo il libro. Lo riapro. A che pagina sono arrivata? Pagina 450. Chiudo. Penso. Ti penso. Quindi non sto vivendo se lo sto solo pensando?! No.
Si.
Forse.
Scommetto che Herman Hesse non faceva il pendolare. O Forse era avantiTempo (come direbbe myLau). Cosa centra? niente.
Mi ritrovo così. 19:51. Il treno corre veloce. Fuori è buio. Solo veloci luci a tratti. Di fronte a me una ragazza riccia.
Sottolinea testi fotocopiati. Non la invidio per niente.
Io ho della deep house nelle orecchie. Il volume alto per coprire le voci. Il libro chiuso in mano e guardo fuori. Con Herman Hesse in testa. Il Demian. Mi sono innamorata di questo libro. Profuma un pò del mio intimo (non nel senso malizioso del termine). Me l'ha regalato un amico: Martino (grazie Marty). Forse ha ragione. Hesse intendo. Ha ragione. Quello che scrive. Mi sarei potuta innamorare perdutamente di lui. Sarà per questo che non trovo la mia metà mela? Perchè viviamo ad un secolo di distanza?
Leggendolo, mi sono ritrovata. Come? Provo a spiegarlo.

Esiste una vita silenziosa. MetaforicaMente Parallela. Che Nasce e cresce da dentro. Si nutre di sensazioni. Di dettagli. Di pensieri. Pensieri che viaggiano trasportati dall'energia dei desideri. Che partono e arrivano. Che girano come il vento fa girare le foglie, scompigliandole tutte e creando un girotondo che s'alza verso il cielo.
Certo, Spesso il rumore della quotidianità distrae.
Silenzio. Shhh. Attenzione.
I pensieri Sono impercettibili. Li puoi sentire se li puoi accogliere. Li puoi accogliere se li impari a riConoscere. Se dovessi - e disegno - ciò di cui sto scrivendo, farei - e faccio - sempre un fiore. Sempre. La penna non si stacca mai dal foglio. La prima curva si transforma in un cerchio ovaleggiante. Poi prosegue. E petalo-dopo-petalo-arriva-al-cuore. Il Tondo. Perfetto. A volte giro con la penna anche quattro o cinque volte su quel cerchio. Simbolo di inizio senza fine.

È l’energia che abbiamo dentro che muove le cose. Che muove la Nostra vita. Che attrae a noi persone ed eventi. Sono le nostre emozioni. I nostri desideri piu profondi. I nostri Sogni. I nostri obiettivi. Siamo noi. Capaci di sorridere pieni di sole nella nebbia. Abbiamo un potere magico e meraviglioso e nemmeno lo riConosciamo.

È La vita meravigliosamente fuori, da ogni schema.
Perchè non esiste schema capace di riempirne il centro O anche solo di scivolargli intorno, senza cascarci dentro...




venerdì 7 dicembre 2012

TempestjamoCipensieri

A volte la Bocca ti si spalanca e respiri la vita. Entra. Ti entra. Esplode da dentro. Gira sinuosa. Trottola. Corre veloce. Illumina. Dentro. Riflette. Fuori.
Arriva dritta al cuore.
Si ferma.
Sorride.
Si fa seria. Rispettosa.
Cala il silenzio. Luogo sacro dell'anima. Battito delle emozioni più profonde.
Guardalo. Il tuo cuore. Ascoltalo.
Che colore ha?
Rallentalo. Shhh. La senti?
Cosa?
La voce. Quella voce.
È lei.
Quella nascosta. Quella che I rumori servono a coprire.
Shhh
che colore ha?
Guardala.
Shhhh
Torna.
Apri gli occhi.
È Tutto come prima.
È Tutto diversaMente prima.

È un viaggio.

giovedì 26 luglio 2012

Sjamo grattaceli di Sogni

Mercoledì 25 luglio 2012
Ore 23.45
Metallica - Unforgiven

A volte stare bene non ci basta. Vogliamo di piu. Ma Non sappiamo cosa.
Siamo grattaceli di Sogni implosi che hanno paura di ricostruire. Di ricostruirsi.
SempliceMente stanchi.
Sapere gia' come si stava lassù non ci fa certo venire voglia di volare o di ricostruire.
Siamo grattaceli di Sogni implosi.
Ci fa venir voglia di sdraiarci in mezzo ad una strada a cinque corsie. Deserta. E attorno solo Montagne e il nulla. Oppure in un campo infinito di girasoli. Su una collina.
A guardare il Cielo.
Siamo grattaceli di Sogni implosi.
Perchè arriva un momento in cui ti accorgi che esiste una linea immaginaria tra ciò che vorresti fare e ciò che riesci effettivaMente a fare. Un elastico. che rimbalza gli slanci e ti fa tornare lì. Sulla strada.
Siamo grattaceli di sogni implosi.
Tra i girasoli. Con il naso all'insù. A guardare il Cielo. Le braccia incrociate sotto la testa e l'espressione beata, malinconica. L'espressione di chi un giorno in quel Cielo ci ha volato. Davvero..."
Siamo grattaceli di Sogni...EsplosiVI.
 
 

"Qualunque cosa sogni d'intraprendere, cominciala. L'audacia ha del genio, del potere, della magia." (Johann Wolfgang von Goethe)

venerdì 24 febbraio 2012

Coniugjamo i verbi del pensiero

Coniughjamo i verbi del pensiero
(Il monologo dei tempi)

22 febbraio 2012
ore 00.50

Se il presente è condizionale,
il futuro potrebbe essere.
Se il presente è passato. Sarebbe stato.
Ma non è più.
Se il presente è Futuro...E' lungiMirante.
Ma se il passato fosse presente?
Sarebbe.
E se un giorno, il congiuntivo non volesse esser più il principale del condionale, per sposare la certezza?
Bisognerebbe inventare l'ipotetica della contraddizione positiva.

“Se ci fosse il sole oggi, sono felice.”

 
(I love linguaggio non convenzionale)


WhatsApp scambio con MyLau 23 febbraio 2012
Treno Milano-Treviglio
Ore 19.40
Il tempo si ferma.
 
Prima di pubblicarlo, mando l’ultimo pezzo del mio blog a MyLau.
(lo faccio raramente, con pochi prediletti)

Cinzia:
“Ti mando l’ultimo pezzo che ho scritto, in anteprima.
Ieri sera non riuscivo a dormire.
Ho letto anche Pessoa. Mi piace.
È portoghese.
Sai che scrivo un pò come lui?!
Giocava con le parole, era profondo. Sensibile. Quindi sofferente.”

Laura:
“wow. Senza parole dopo il monologo. Bello”

Cinzia:
“Felice ti piaccia. L’ispirazione è arrivata da un monologo vero. Mi dicevo - Jamo, se una cosa è passata e non è presente, è perchè non è. E se fosse, sarebbe. E’ solo un’ipotesi. Quindi, così è. (punto). Lo dicono i tempi. E i tempi sono certi.”

Laura:
“I tempi sono una costruzione grammaticale.”

Cinzia:
“Però dettano l’inizio e la fine.”

Laura:
“I nostri pensieri sono senza tempo. Se riuscissero ad essere “costruiti”..."

Cinzia:
"Bisogna dare un tempo ai pensieri a volte.”

Laura:
“Concordo. Ma è davvero possibile?"

Cinzia: “
No.”

Laura:
“il pensiero non sempre ha il tempo.
A volte è fuori tempo
A volte avanti tempo
A volte è ora
Altre è l’ora dell’avanti del fuori tempo.”

Cinzia:
”The drums beat out of time.” Hai colto.

Laura: “The drums beat out of time”

Cinzia:
“Hai completato il mio pensiero. Blogjamo è doppio. L’altra metà del cielo sei tu.

Laura:
“Adoro questi attimi”

Cinzia:
“Anch’io”

Laura:
“Nel nostro tempo dentro il tempo fuori tempo.”
 
Cinzia:
“Atemporalmente sincrone.”

Buon ascolto...Pessoa: considerazioni

domenica 29 gennaio 2012

StJamo. Altrove. Con My Lau.

29 gennaio 2012 ore 12:50

La sindrome dell'Altrove. Sempre con un piede fuori.
(testo con la partecipazione di My Lau)
Portami via (Giovanni Allevi)

(WhatsApp 28 gennaio 2012 ore 11:07)

"...Soffro della sindome dell’Altrove. La conoscete, no? È quella condizione per cui si è presenti, sempre con un piede fuori...
Buongiorno MyCi, leggendo Mary Claire mi sono ritrovata nelle parole di questo blog di carta stampata, e mi sei venuta in mente tu.”

(Risveglio riflessivo. “La sindrome dell’Altrove”. È da questa mattina che ci penso. “La sindrome dell’Altrove”. Perchè hai pensato a me? A noi?).

I rumori smettono di fare rumore.
Puoi essere ovunque.
Poi, capita.

“Dove sei?”
“Sono qui. Sono Altrove. Sono qui. Sono nella riunione di domani. Sono qui. Sono da mia sorella. Come sta oggi? Sono qui. Sono a casa. Marta è guarita? Sono qui. Sono nel file xls delle spese mensili. Quanti giorni mancano al 17? La rata del mutuo. Sono qui. Sono su. Sono qui. Sono Altrove. Sono dove sono gli altri. Sono nello stato d’animo delle persone che amo. Sono qui. Sono Altrove. Sono qui. Sono là. Su. Sono qui. E tu dove sei? Io Sono qui. Sono Altrove. Dove? Alza lo sguardo. Sono qui. Tra i miei piedi ben piantati per terra e i miei capelli appesi al cielo. Sono qui. Nello spazio senza tempo dei pensieri che aleggiano, si spingono, si scansano l’uno con l’altro. Un ping pong. Una partita che non si risolve.

Sono qui. Sono Altrove.
“Dove vorresti essere?” Qui. Ma Altrove.

Vivi una vita che non scegli, fingendo di averla scelta. Arranchi. Sorridi. Ti piace. Te la fai piacere. La giri. La capovolgi. La rinnovi. La rinventi. Cambi. Ti piaci.
Poi torni.
Rivuoi la tua. Quella che pensavi di aver scelto. Quella originale.
Prendi i colori. Giallo. Rosso. Verde. Arancione. Blu. Bianco. Nero. Rosso. Nero. Bianco. Azzurro. Viola. Indaco. Giallo. Cambi tela. Ricominci.

“Dove sei?” “Sono qui. Sono Altrove. Sono qui. Sempre con un piede fuori...Sempre con i piedi ben radicati in terra. Sempre con i capelli ben appesi al cielo”.

“Dove sei?”
“Guardami negli occhi. Vieni con me. Ti porto dove sono io. Qui. Altrove.”

"E tu. Dove sei?"

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..."Sono qui. Altrove. Accanto a te. Non mi senti?"

"Perché siamo diversamente uguali."

La sindrome dell'Altrove. Sono io. Sei tu. Siamo noi. Leggo. "Soffro della sindrome dell’Altrove. La conoscete, no? È quella condizione per cui si è presenti, sempre con un piede fuori..."
La conosco (anche tu).

"Dove sei?"
"Sono qui. Sono Altrove."

Che giorno è oggi? Il mio oggi vorrei fosse domani. Il mio domani vorrei fosse ieri.
Bolla. Fluttuo. Altrove. Dove? Nei pensieri. No, non sono qui. Sono indietro. Nel "non-spazio" senza tempo. Dove le parole non dette posso essere sentite.
"Dove vorresti essere?". Altrove metaforico. Diversamente qui. Con le persone che amo. La mia linfa vitale. Ma Altrove. Arranco. Voglio la vecchia tela. Sono giù. Sorrido. Voglio nuovi colori per ridipingerla. Sono su. Voglio cancellare il nero. Voglio il giallo del Sole. Voglio il bianco della neve. L'azzurro del cielo. Voglio che i miei piedi, da sempre ancorati a terra, siano capaci, anche solo per un istante, di librarsi a mezz'aria. Voglio essere leggera. Qui, ora, Altrove.

Ti sto guardando."


***



Lau & Ci
Per essere grande, sii intero: non esagerare e non escludere niente di te.
Sii tutto in ogni cosa. Metti tanto quanto sei, nel minimo che fai, come la Luna in ogni lago tutta risplende, perchè in Alto vive.
(Fernando Pessoa)
."

martedì 24 gennaio 2012

2012 Ridjamo da sola

Martedì 24 gennaio 2011 ore 18:32

C’è un tramonto pazzesco, oltre a fare un freddo freddissimo. Lo vedo attraverso le vetrate del mio ufficio. Il tramonto ovviamente, non il freddo.
Oggi sono elettrica. Cavolo ci sono tonalità dall’arancio al viola. È iniziato il 2012. Mi piace. È tondo. Secondo me sarà un anno pazzesco. Come il tramonto. C’è anche del rosa tra l’arancio e il viola e il blu. Oggi mi sento un pò strana. Allegra. Rido da sola da giorni. Non sono matta. Non sono innamorata. Anzi si. Ma non di un uomo. Nemmeno di una donna. Tra l’altro la ricerca del mio prossimo fidanza nonchè marito l’ho delegata a Sant’Antonio. Adoro delegare. Sant’Antonio da Padova, il signore dalla barba Bianca, che fa trovare ciò che manca. Romeo e Giulietta li ho assunti con contratto a progetto come assistenti. Anche se Sant’Antonio fa sempre la morale a Giulietta. Non ama che si faccia toccare un pò da tutti, in quel di Verona. Va bè. Se Romeo non si lamenta...
Oggi sono sotto sopra. Straparlo. Sto scrivendo il mio blog in ufficio (solitamente Lavoro) e mi viene da ridere. Sono Irrequieta. E non c’è nemmeno il vento (di solito è sempre colpa del vento). Il mio collega romano sta cantando: “e tu sei una busta de pisciooo”. Meglio di Mila e Shiro (è successo anche quello). Non so perchè ma mi fa ridere un sacco. È in Netpartnering da sei mesi e ogni volta che parla mi fa ridere. Sarà l’accento. Sarà che mi ha chiesto di potermi pagare 500€ per fare il bagno nella vasca di casa sua. Bè, ci sto pensando. La sua fidanzata nonchè futura moglie non sarà molto contenta. A parte lavarmi a pagamento, ho scoperto all’ultimo dell’anno di avere un sacco di energia positiva. Me l’ha detto una cartomante con cui ho ballato, toccandomi le mani. My Lau dice che potrei venderla. Ormai, con sta crisi, bisogna inventarsi nuovi lavori. Energy power sales manager. Devo pensare anche alla grafica del biglietto da visita.

Buon 2012. Che il sorriso non vi caschi mai dalla faccia. Che i momenti difficili vi facciano maturare ancora di più. Che il vento soffi caldo-e-dolce-e-fresco fuori, dentro e tutt’intorno a voi. Che la sensazione che tutto sia in ordine, dentro e fuori vi sorprenda. Che realizziate i più concreti e generosi sogni che avete nel cassetto. E che questa crisi ci riporti ad aprire le porte di casa e a vivere un pò più di socialità. La nani insegna. Vi bacio forte.


martedì 10 gennaio 2012

AugurJamo Moni

10 gennaio 2012
AugurJamo Moni (Pony)

Quando sei nervosa tossici,
quando sei imbarazzata ridi invece.
Prima di addormentarti il tuo piede si trasforma in un pendolo che con ritmo regolare disegna il tuo respiro, fino al sonno.

Se fossi un animale saresti un orso. Anche se il miele non ti piace e Il letargo non sarebbe mai lungo abbastanza.
Il viola è il tuo colore preferito e il verde acido è il competitor principale. In versione complementare però vincono entrambi.
Più che un capricorno a volte sembri un gemelli. Sei un ossimoro vivente. Dolce Salata. Pigra attiva. Generosa egoista. Chiacchierina silenziosa. Libera dipendente.
Romanticamente fredda.
Hai talenti naturali che talvolta dimentichi nel cassetto e una bellezza inconsapevole che ti rende ancora più bella.

Quando sei pensierosa non parli.
Puoi pensare per giorni interi.
Cali il sipario tutt’intorno e arriva il silenzio. La notte.
Sei lontanamente presente. La porta è chiusa. Nessuno può entrare.

Poi arriva l’alba. Il sole.

Auguri moni .
Voglio vederti feliceMente felice e per esserlo davvero devi iniziare a credere che sia possibile.
Sono 32 anni. Non 23. Capito? Ribalta il cassetto dei sogni e realizzali oggi.
Sono 32 anni. Non 322. Potrai riempire il cassetto ribaltato mille milioni di volte, con tutti i sogni di domani.

Ricorda. C’è tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo.

Perchè per noi SEMPRE è troppo e MAI è troppo poco :)
Semplicemente compagne di vita.
Semplicemente auguri.


lunedì 5 dicembre 2011

CompletJamo

Lunedì 5 dicembre 2011
CompletJamo (in contrasto)


Giallo e viola.
Rosso e verde.
Azzurro e arancione.
Colori Complementari.
Cromaticamente distanti.
Otticamente armoniosi.
Una coppia di colori.
Lui primario.
Lei secondario(a);
originario(a) di due primari.
Complicati all'origine.
Forti. Contrastanti.
Unici nel Complesso.
Un’apparente disArmonia d’accostamento.
Una fusione magica di contrasto.
Colori Complementari: Come un Amore ideale.
Il mio Amore ideale: un Amore Complementare.
Un’esaltazione reciproca che dona vita ad un nuovo Colore.

 

domenica 20 novembre 2011

LibertJamo

Domenica 20 novembre 2011 ore 18:15
LiberJamo
Libertà. Punto. Non si descrive, si sente.
Dove? Dentro.
A che altezza? Tra lo stomaco e la gola.
Sale? Si.
E dove arriva? Su, su, fino alla testa.
Inebria, stordisce, sorRide, scherza. È leggera.
Un luogoDentro, che non conosce limiti, speranze, che non ha spigoli, che non ha toni forti, Colori aspri, sapori Complementari. Un luogo segreto. Si intravede. E’ Silenzioso. È riconoscibile. Ha comportamenti. Modi gialli e verdi di vivere la vita. Di sentire le emozioni.

La libertà. Punto.
Non si descrive, si sente.
Non ha sbarre, ma ali.
Non subisce, e’ parte attiva.
Non si fa trascinare dalla corrente, sceglie.





Se avesse forma, sarebbe cerchio.
Concentrica. Vuota nel mezzo. 
Gira su se stessa.
Volteggia.
È inafferrabile.
Si nasconde. Torna.
Non ha inizio, nè fine.
È (punto). Fa (parte) o Non (parte) di te.

Liberi di.
Liberi da.
Liberi.

martedì 8 novembre 2011

VivJamo Ronny

Martedì 8 novembre 2011 23:11
VivJamo Ronny (con Mony Pony)

“Impara a volergli bene” mi ha detto Moni (la padrona di Ronny, insieme al Ta, nonchè la mia terza sorella)
Non l’ho imparato. Non l’ho scelto. È successo.
“...Ronny, zampa! Braaavo! Ronny fai l’orsetto! Ahaha! Ronny le mie infraaaa, Noooo! Te le sei mangiate! Brutto Ronny! Noooo! Ahahah sulla bocca nooo! Blè! Ronny, Rooonnnyyyy eh lì noooo però! Ronny, vuoi le coccole?! Ahaha! A pancia in sù!Pure!? Ronny, che bella vita! Ronny il pavimentooooo, vieni che puliamo le zampe! Bravo Ronny! OOoooo non mangiarmi la mano! Meno male che non ho ancora fatto la doccia...mi hai leccata tuttaaaa! Ronny, Ronny pianooo!...”
Ronny. Il cane di Mony e del Ta.
“Ronny cosa c’è? Eh?!?...A cosa pensi?!” ...Non lo so. Ti guardo. Mi guardi. Occhi negli occhi. E i tuoi occhi mi sembrano infiniti. Forse perchè ti arrivano fino al cuore. O forse perchè arrivano al mio.
Mi hai insegnato che non è necessario parlarsi per volersi bene, per amarsi. Mi hai insegnato che la fedeltà e la fiducia non si tradiscono quando si ama qualcuno. Mi hai insegnato a volerti bene, senza pretenderlo. E ora te ne voglio un casino. 

Grazie Mony :)

Einaudi "In un'altra vita"
(magari era un uomo!?)