martedì 4 febbraio 2025
sabato 10 aprile 2021
Stjamo a Cofete
Cofete. Che tempo caro mi fui. Il tempo andrebbe vissuto e non volato.
In un posto dove il tempo è fermo, tu cammini sinuosa. Regina di un passato qui et ora. Canticchi distante una melodia. In una lingua dolce che pare già una poesia.
È poca la luce dentro il bar. Le piastrelle a terra ricordano quelle della nonna. Di fronte una vecchia macchina da cucire con accanto una radio di quella coi bottoni.
C’è una strana sensazione di vita vera qui dentro.
Pensare che all’inizio ho temuto che quel posto potesse essere poco e stretto per cotanta bellezza di fanciulla.
E invece quando mi parli del vento di luglio. Ed è novembre. Mi pare che quella parentesi per te sia di vita e non di sfuggita come la mia.
Tu vedrai il cielo tramontare stasera e dormirai con le luci della notte. Per tornare a splendere all’alba. Senza troppo superfluo.
Io no. Io vivo di lampadine e sveglie rumorose.
In un posto dove il tempo è fermo, tu cammini sinuosa. Regina di un passato qui et ora. Canticchi distante una melodia. In una lingua dolce che pare già una poesia.
Mi prendo del tempo, mentre bevo il tuo caffè. Non me ne voglio andare. Non ancora. Non sono pronta. A lasciarti qua. E Guardo la tv che racconta una ricetta. Ma in realtà mi trattengo da questa sensazione di vita che mi ha preso alla sprovvista e che mi sta a cuore. ora.
Esco ma ti porto con me e ti scrivo e ti canto. Decanto. Incanto. Incantata.
Là fuori c’e poco vento. Le montagne nere. Il cielo blu. Onde e sabbia a perdita d’occhio fanno blu azzurro e bianco sull’oro e verde. Quanto sole. Quanto tempo.
Andiamo.
Sulla strada del ritorno non ci sono protezioni. E fa paura quel burrone sempre lí che ci guarda. E che fa così ricordare quanto è cara e scivolosa questa vita.
E ora respiro piano per non scordarmi quell’immagine di tempo che per oggi mi hai preso il cuore e mi hai ricordato che sono siamo solo un susseguirsi di battiti. Battito.
Vola.
BlocchJamo il tempo
In lontananza. Appannati. Talvolta soffusi. Ero io. Non credo.
Annoiata. Turbata. Presa. Persa. Pensa.
Quanta vita in quei vagoni, là dietro. Così lontani. Così.
Guardarli fa pensare con distacco, a quei blocchi, come a cubi di una me, ogni volta diversa. Una fiaba ogni volta in cui ero immersa. Emersa. Sommersa.
Se solo potessi all’indietro perCorrere il corridoio del tempo, attraverso finestrini già visti. Respirare un po’ di quei cubi, vissuti, di cui mi si è impregnata l’anima e che tanto l’ha resa ciò, che di oggi profuma. Puzza.
Oggi non ci sono vagoni di fronte?. In fronte. Schianto. Non scorgo orizzonti di cubi. Guardo fissa e immobile lo spazio tempo. Presente. Assente. E la sensazione di essere in una scatola manca l’orizzonte. L’aria ferma. I sogni. Le speranze. Sono le ali dei cubi. Per rotolare, fuori. Volare, dentro.
Blocchi di vita scorrono all’indietro, svoltando ti scorgo. Li sgorgo. Mi sgorgo. Scorro. Scorto. Corro.
Ferma.
venerdì 15 febbraio 2019
Stjamo fra sogni e realtà
martedì 12 febbraio 2019
PiovJamo dentro
mercoledì 25 marzo 2015
Primavera
venerdì 13 dicembre 2013
MuteVola Mente
mercoledì 21 agosto 2013
Silenziosamente
Ascolto: Sound of Silence
Mi piace leggere Baricco. Mi casca dentro.
Leggo: “Scrivere è una forma sofisticata di silenzio.”
Che vorrà mai dire? La mente vaga...
In effetti la scrittura non ha voce, anche se le parole ti entrano dentro e volteggiano e la testa funge da cassa di risonanza. Che voce senti ora, mentre leggi? La mia o la tua? Sarebbe curioso immaginarti indossare la mia...
“Scrivere è una forma sofistificata di silenzio.” E il silenzio allora cos’è? Una forma sofisticata di non scrittura della mente?!
A volte capita anche a me. Che le parole mi si fermino dentro la bocca.
Le mastico, cerco di sputarle ma restano lì. Incastrate. Incantate. Quasi a volersi nascondere. Quasi non avessero il coraggio di volare nella direzione del suono, spinte dal vento. Quasi come se restando dentro conservassero il loro essere preziose. Quasi come se l’incantesimo si rompesse con la semplice emissione del suono.
“Ti guardo. Mi guardi. Quasi come due cose che si toccano. Di uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente.”
È in quei momenti di sguardi silenti che ti lascio entrare. Occhi negli occhi. Senza barriere. Senza alcuna espressione. Con gli occhi nudi.
E i nostri occhi restano immobili. E tu non chiedi permesso. E io non ti invito ad entrarvi. Le finestre sono semplicemente spalancate. E creano ponti immaginari che attraversano i tuoi occhi. Che attraversano i miei. In un hula hoop di emozioni immobili. Azzurre. Rosse. VerdE.
A volte capita anche a me. Che le parole mi si fermino dentro la bocca.
giovedì 7 febbraio 2013
Silenzi rumorosi
Voltati principesso, voltati, voltati, voltati...
Voltati principessa, voltati, voltati, voltati...(La Vita è bella)
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Il Vento (Van Gogh)
"Di una storia è vero solo quello che l'ascoltatore crede." (Herman Hesse) |
venerdì 25 gennaio 2013
Fantastichjamo
Che pace. Solo il rumore del vento e del mio respiro. È corto. Sono emozionata.
Ora non vedo piu nulla. Sento solo caldo.
Sono leggera. Fluttuo. Chiudo le braccia. Mi capovolgo su mè stessa. Galleggio a pancia in sù e mi lascio trasportare are are.
Scorgo il cerchio di sole. Ecco. Sono pronta. Curiosa. Chiudo gli occhi. Mi lascio cadereeeeeee -->Il treno frena bruscaMentE. Apro gli occhi. Scesa. Caduta. Precipitata.
Tornata.
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Vancouver Sunset
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martedì 15 gennaio 2013
Cerchjamo i pensieri
Le Onde_Ludovico Einaudi
venerdì 7 dicembre 2012
TempestjamoCipensieri
Arriva dritta al cuore.
Si ferma.
Sorride.
Si fa seria. Rispettosa.
Cala il silenzio. Luogo sacro dell'anima. Battito delle emozioni più profonde.
Guardalo. Il tuo cuore. Ascoltalo.
Che colore ha?
Rallentalo. Shhh. La senti?
Cosa?
La voce. Quella voce.
È lei.
Quella nascosta. Quella che I rumori servono a coprire.
Shhh
che colore ha?
Guardala.
Shhhh
Torna.
Apri gli occhi.
È Tutto come prima.
È Tutto diversaMente prima.
È un viaggio.
giovedì 26 luglio 2012
Sjamo grattaceli di Sogni
Ore 23.45
Metallica - Unforgiven
venerdì 24 febbraio 2012
Coniugjamo i verbi del pensiero
“Ti mando l’ultimo pezzo che ho scritto, in anteprima.
“wow. Senza parole dopo il monologo. Bello”
“Felice ti piaccia. L’ispirazione è arrivata da un monologo vero. Mi dicevo - Jamo, se una cosa è passata e non è presente, è perchè non è. E se fosse, sarebbe. E’ solo un’ipotesi. Quindi, così è. (punto). Lo dicono i tempi. E i tempi sono certi.”
“I tempi sono una costruzione grammaticale.”
“Però dettano l’inizio e la fine.”
“I nostri pensieri sono senza tempo. Se riuscissero ad essere “costruiti”..."
"Bisogna dare un tempo ai pensieri a volte.”
“Concordo. Ma è davvero possibile?"
No.”
“il pensiero non sempre ha il tempo.
”The drums beat out of time.” Hai colto.
“Hai completato il mio pensiero. Blogjamo è doppio. L’altra metà del cielo sei tu.
“Adoro questi attimi”
“Anch’io”
“Nel nostro tempo dentro il tempo fuori tempo.”
“Atemporalmente sincrone.”
domenica 29 gennaio 2012
StJamo. Altrove. Con My Lau.
La sindrome dell'Altrove. Sempre con un piede fuori.
(testo con la partecipazione di My Lau)
Portami via (Giovanni Allevi)
(WhatsApp 28 gennaio 2012 ore 11:07)
"...Soffro della sindome dell’Altrove. La conoscete, no? È quella condizione per cui si è presenti, sempre con un piede fuori...
Buongiorno MyCi, leggendo Mary Claire mi sono ritrovata nelle parole di questo blog di carta stampata, e mi sei venuta in mente tu.”
(Risveglio riflessivo. “La sindrome dell’Altrove”. È da questa mattina che ci penso. “La sindrome dell’Altrove”. Perchè hai pensato a me? A noi?).
I rumori smettono di fare rumore.
Puoi essere ovunque.
Poi, capita.
“Dove sei?”
“Sono qui. Sono Altrove. Sono qui. Sono nella riunione di domani. Sono qui. Sono da mia sorella. Come sta oggi? Sono qui. Sono a casa. Marta è guarita? Sono qui. Sono nel file xls delle spese mensili. Quanti giorni mancano al 17? La rata del mutuo. Sono qui. Sono su. Sono qui. Sono Altrove. Sono dove sono gli altri. Sono nello stato d’animo delle persone che amo. Sono qui. Sono Altrove. Sono qui. Sono là. Su. Sono qui. E tu dove sei? Io Sono qui. Sono Altrove. Dove? Alza lo sguardo. Sono qui. Tra i miei piedi ben piantati per terra e i miei capelli appesi al cielo. Sono qui. Nello spazio senza tempo dei pensieri che aleggiano, si spingono, si scansano l’uno con l’altro. Un ping pong. Una partita che non si risolve.
Sono qui. Sono Altrove.
“Dove vorresti essere?” Qui. Ma Altrove.
Vivi una vita che non scegli, fingendo di averla scelta. Arranchi. Sorridi. Ti piace. Te la fai piacere. La giri. La capovolgi. La rinnovi. La rinventi. Cambi. Ti piaci.
Poi torni.
Rivuoi la tua. Quella che pensavi di aver scelto. Quella originale.
Prendi i colori. Giallo. Rosso. Verde. Arancione. Blu. Bianco. Nero. Rosso. Nero. Bianco. Azzurro. Viola. Indaco. Giallo. Cambi tela. Ricominci.
“Dove sei?” “Sono qui. Sono Altrove. Sono qui. Sempre con un piede fuori...Sempre con i piedi ben radicati in terra. Sempre con i capelli ben appesi al cielo”.
“Dove sei?”
“Guardami negli occhi. Vieni con me. Ti porto dove sono io. Qui. Altrove.”
"E tu. Dove sei?"
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..."Sono qui. Altrove. Accanto a te. Non mi senti?"
"Perché siamo diversamente uguali."
La sindrome dell'Altrove. Sono io. Sei tu. Siamo noi. Leggo. "Soffro della sindrome dell’Altrove. La conoscete, no? È quella condizione per cui si è presenti, sempre con un piede fuori..."
La conosco (anche tu).
"Dove sei?"
"Sono qui. Sono Altrove."
Che giorno è oggi? Il mio oggi vorrei fosse domani. Il mio domani vorrei fosse ieri.
Bolla. Fluttuo. Altrove. Dove? Nei pensieri. No, non sono qui. Sono indietro. Nel "non-spazio" senza tempo. Dove le parole non dette posso essere sentite.
"Dove vorresti essere?". Altrove metaforico. Diversamente qui. Con le persone che amo. La mia linfa vitale. Ma Altrove. Arranco. Voglio la vecchia tela. Sono giù. Sorrido. Voglio nuovi colori per ridipingerla. Sono su. Voglio cancellare il nero. Voglio il giallo del Sole. Voglio il bianco della neve. L'azzurro del cielo. Voglio che i miei piedi, da sempre ancorati a terra, siano capaci, anche solo per un istante, di librarsi a mezz'aria. Voglio essere leggera. Qui, ora, Altrove.
Ti sto guardando."
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| Lau & Ci |
martedì 24 gennaio 2012
2012 Ridjamo da sola
Buon 2012. Che il sorriso non vi caschi mai dalla faccia. Che i momenti difficili vi facciano maturare ancora di più. Che il vento soffi caldo-e-dolce-e-fresco fuori, dentro e tutt’intorno a voi. Che la sensazione che tutto sia in ordine, dentro e fuori vi sorprenda. Che realizziate i più concreti e generosi sogni che avete nel cassetto. E che questa crisi ci riporti ad aprire le porte di casa e a vivere un pò più di socialità. La nani insegna. Vi bacio forte. martedì 10 gennaio 2012
AugurJamo Moni
lunedì 5 dicembre 2011
CompletJamo
domenica 20 novembre 2011
LibertJamo
LiberJamo

Non si descrive, si sente.
Se avesse forma, sarebbe cerchio.
martedì 8 novembre 2011
VivJamo Ronny
| Ronny. Il cane di Mony e del Ta. |
Grazie Mony :)














